giovedì 3 gennaio 2013

le cose che ho perso nel fuoco


C’erano questi ragazzini contenti
Conficcavano zampette di cicale nella terra
Perfette pertiche minuscole, erano vivi
e con idee divertenti.
Mi sentivo come un attore che ha perso la parte.

Poi è successo quel fatto. S’infuoca un cespuglio.
Brucia allegramente e contagia il vicino
Come una malattia virale che si propaga nel vento.

Le mamme lanciano sguardi aguzzi di rabbia e sospetto.
Pensano di aver scoperto il mostro.

Un soffio del diavolo! L’anticristo!
Una ferita nel cuore del giusto che goccia spietata.
Enormi bocche lucenti ingoiavano ogni cosa
Lasciando resti perfetti
Di cenere santa.

Allora ho visto le cose che ho perso
Danzano senza più nostalgia
Il canto muto del sole inonda di pace silente
La terra finalmente deserta di attese
Ho visto le carezze, tutti i sogni distrutti da voci squillanti
prive di cura, ho visto uomini gonfi di pensieri vacui
almeno come rossetti o buchi alle mutande
Ho visto labbra dipinte
Seni giganti, case di cemento con venature di odio
e vendetta
Ho visto parole che non si riescono a dire
Appese per le gambe, a testa in basso
Verso pozzi profondissimi di inutili silenzi.

Lingue di fuoco che danzavano nella notte.
Il parco era vuoto.
Le mamme cucinavano patate al riparo di mura robuste
I bambini imparavano a vivere in circuiti e transistor.

Ero solo con la mia disperazione
Come ogni uomo e ogni donna dotati di sinapsi.

Sono rimasto a guardare il fuoco
Le cose che ho perso nel fuoco
Ma non ero triste.
Avevo ingoiato la tristezza e il giorno dopo l’avrei seminata
Zampette di parole conficcate nella terra brulla.



foto di Meghan Claire da brookelabrie.tumblr.com